Ho fatto una precisa proposta ma nessuno partecipa
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# 6 anni, 1 mese fa
Buona sera,
la proposta – credo – sia impraticabile, sebbene interessante.
Fondamentalmente per alcuni motivi:
a) l’eventuale periodo “prestato”, se brevissimo (in quanto gratuito) non sonsentirebbe di acquisire la conoscenza “back office” normativa e procedurale necessaria ad adempiere correttamente al compito e finirebbe per “intasare” piuttosto che “snellire” le procedure;
b) Ci potrebbero essere profili di responsabilità difficilmente gestibili (abbiamo assicurazioni che, certamente, non coprono quel tipo di rischi)
c) I comuni finirebbero per “adagiarsi” sulla disponibilità gratuita di “manovalanza”, permanando in una sorta di precarietà continua;
d) Il Dipendente pubblico ha obblighi deontologici, anticorruttivi, ecc. diversi;
e) Il “neoarrivato” finirebbe nel tritacarne di procedure che, per brevità della prestazione offerta, non ha iniziato e difficilmente concluderebbe;
f) Se il periodo prestato, per evitare solo alcune delle criticità suesposte, fosse più lungo, la prestazione gratuita inciderebbe negativamente sulla propria redditualità annuale;
e) Molti iscritti sono già dipendenti pubblici, ci sarebbero problemi di uniformità delle regole (è impensabile che il responsabile del settore edilizia privata del comune “x”, faccia gratuitamente anche se a tempo limitato, il responsabile del comune “y”. Esistono già gli strumenti del distacco tra enti e/o l’accentramento intercomunale dei servizi, per risolvere le problematiche di carenza di personale;Alla fine, credo, finiremo per andare a fare le fotocopie… ed allora tanto meglio tenersi la formazione che abbiamo.
Ovviamente, si tratta di un mio pensiero, assolutamente opinabile
Saluti
Gabriele
# 6 anni, 1 mese faIl fallimento dell’obbligo formativo non mi è ancora evidente. Escludendo i colleghi alle prese con l’insegnamento scolastico e i dipendenti pubblici che, per il poco tempo a disposizione vengono esclusi con facilità dagli obblighi formativi, per loro fortuna perché in caso contrario nemmeno la farebbero, in linea generale, la gran parte di colleghi è altamente disinteressata alla formazione. Non hanno capito che i libri non si chiudono mai e che la partecipazione attiva, con discussioni in sede didattica, è arricchente culturalmente.
Per conto mio l’obbligo è una misura sbagliata, specie se non esteso a tutti e se non vi seguono sanzioni. Sarebbe meglio lasciarlo facoltativo ma, per chi pratica con convinzione le attività formative, deve poterne ritrovare riscontri nel curriculum Europass redatto dal Consiglio Nazionale e quest’ultimo deve essere l’unico curriculum valido da esibire nel privato e nel pubblico.# 6 anni, 1 mese faPropongo il contrario: che i tecnici comunali prestino gratuitamente servizio presso gli architetti progettisti, in modo che possano imparare a distinguere tra edilizia e Architettura.
# 6 anni faIvan buonasera,
gli architetti forniscono un prodotto intellettuale, risultato di studio ed esperienza maturata nel tempo con costi sacrifici e fatiche che tutti conosciamo.
Per quale motivo dobbiamo regalare la nostra conoscenza?
L’architetto libero professionista, osservante della DEONTOLOGIA PROFESSIONALE, si colloca sempre sulla sponda opposta rispetto al dipendente Comunale, regionale, statale!!!!
Tra il dipendente e il professionista c’è e deve continuare ad esserci un profondo fossato. Se non c’è, è probabile che sussista collusione…..
Solitamente un serio professionista viaggia ad una velocità ben superiore a quella del dipendente, per arrivare al 27 del mese si fa il cosiddetto “mazzo “.
SORGE ALLORA IL DUBBIO CHE SI VOGLIA ANDARE A PRESTARE AIUTO NEGLI UFFICI PER AVERE L’OPPORTUNITA’ DI LAVORO…….Enrico Baldi
# 6 anni fa.. se poi si pensa che andando a prestare lavoro gratuito negli uffici si possa imparare qualcosa si fa un grande errore. Si impara di più da colleghi anziani. l’importante è che l’allievo non ricatti poi il maestro perché non gli ha pagato tredicesima e quattordicesima….
# 6 anni fano! tu hai parlato di lavoro, formazione e prestazione di lavoro gratuita.
Il lavoro è inutile cercarlo dove non c’è.# 6 anni faPrendo spunto dall’affermazione perentoria di Maria Cristina del Bino per dire cosa penso in merito ai sei interventi sulla mia proposta di alternativa alla ‘formazione obbligatoria’ così com’è fatta oggi, con periodi in ore di lavoro gratuito presso pubbliche amministrazioni con profili tecnici rispondenti ai nostri titoli.
Intanto, c’è un evidente complesso da eterno fanciullino in chi crede (e io non l’ho detto) che la questione sia l’imparare, in questo caso negli uffici tecnici. E giù una gragnuola di colpi ai poveri colleghi che lavorano nella P.A., rispetto ai quali ci sarebbe un profondo fossato. A parte che molti colleghi degli Uffici occupano posti preminenti, anche di presidenza, di diversi Ordini d. Architetti in Italia, ma a me non importa nulla di imparare da loro: proposi diversi anni fa, quando sindaco di Catania era U.Scapagnini che aveva ricevuto una cifra enorme dalla Stato per migliorare Catania(…) che si creasse una task force di architetti (e ingegneri) distribuiti per le varie municipalità della città, che intervenissero dal basso in aiuto della popolazione, dall’urbanistica di quartiere alle questioni civilistiche ai progetti di architettura, pagati, magari non moltissimo, al solo scopo di creare lavoro,lavoro,lavoro. La differenza rispetto all’alternativa formativa odierna è che, dal momento che non veniamo pagati ma anzi dobbiamo pagare, tanto vale che entriamo nella P.A. per ‘sentire l’odore’ del lavoro e della concretezza, senza subalternità alcuna. Mentre scrivo ho presente un grosso comune in provincia di Catania che incarica sempre i tecnici comunali dei progetti da realizzare, oppure ha sempre nel cassetto progetti pregressi dei soliti noti che tira fuori all’occasione. Il grande Leonardo Banevolo, che venne a trovarci nel 1985, comparando un comune tedesco al mio (che non è Catania) affermava che quello, pur essendo piccolo, aveva oltre cento dipendenti del nostro settore che lavoravano, eccome se lavoravano! Insomma, negli interventi dei colleghi, al di là che la mia proposta possa essere anche rivoluzionata, il lavoro pare non interessi a nessuno…..# 6 anni faDetto alteris verbis, in altre parole: la tragedia del coronavirus ha costretto il governo a assumere migliaia di medici e infermieri, perfino studenti finali; la mia proposta del servizio presso pubbliche amministrazioni, in primo tempo anche senza retribuzione, potrebbe essere la risposta alla tragedia del Morandi: una forza d’urto di alcune decine di migliaia di architetti (e ingegneri) per rilanciare la qualità del costruire nel nostro Paese.
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